Bosco D’Arcudaci

Ultima modifica 20 dicembre 2019

Ad una curva della strada provinciale Buseto Palizzolo-Segesta è immediatamente visibile la sterminata distesa del Bosco D’Arcudaci (detto fino a poco tempo fa Bosco Scorace), il cui nome deriva dal termine Arcu d’Aci, riferito prima ad un casale arabo e poi ad una baronia, era composto in origine esclusivamente da querce da sughero, la maggior parte delle quali sono state abbattute nel periodo post bellico: successivamente a cura del Corpo Forestale è stata intrapresa l’opera di rimboschimento privilegiando l’impianto di conifere ed eucalipto . 750 ettari di verde, bosco storico di Quercus suber in cui si trovano, pini, cipressi, lecci, querce massicce, cespugli di erbe aromatiche, fiorellini di campo, roveti carichi di more, conigli, lepri, istrici, ect. Dotato di parcheggi auto, aree interne attrezzate di panche tavoli rustici e posti cottura, giostre, altalene e scivoli dislocati negli spazi liberi per i bambini. Sentieri naturalistici che portano al laghetto collinare un vero paradiso dall’alto del quale è possibile ammirare Bruca. Dall’alto di questa collina, a 646 metri di altezza, si domina un panorama di rara suggestione. Bruca, frazione del Comune di Buseto Palizzolo, Segesta con il suo anfiteatro e il suo tempio si presentano sullo sfondo; a destra il notissimo colle di Pianto Romano su cui incombe la Montagna Grande ed, a sinistra, il monte Inici; chiudono lo scenario, a Nord, il monte Sparagio a mezza costa quasi del quale si arrocca il castello dei baroni di Bayda, e la visione del golfo di Castellammare. Scendendo a quota 620, a due Km verso levante, qui il panorama verso Buseto Palizzolo, è tutto diverso: ai piedi dello osservatore si estende una pianura circondata da colli ondeggianti; i colori estivi sembrano appartenere alla tavolozza di un pittore: i verdi dei vigneti, gli ocra scuri dei campi già falciati ed i gialli cromati di quelli da falciare, i verdi spenti e biaccosi degli oliveti e le macchie policrome che più o meno intense costellano il piano e corrispondono a case o ad antiche “masserie”, formano un quadro di intensa bellezza

Fonti : Vincenzo Adragna, Turismo Trapani